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SCIENZIATI O INGEGNERI? NON BASTA, SERVONO COLLEGHI DI PRIM’ORDINE

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Tags: ASNSSDcarriere
Colgo lo stimolo del collega Leonardo Bertini utilizzando un titolo un po' provocatorio per il mio contributo. Spero che il senso si chiarirà nel seguito. Per comodità ho inserito le mie riflessioni nella struttura a domande/risposte della sua lettera.

1 - Scienziati o ingegneri?
La risposta a questa domanda coinvolge aspetti complessi e molto dibattuti legati al tema della valutazione della ricerca. L’attuale impostazione delle valutazioni ASN evidenzia che gli scienziati beneficiano di “numeri” più elevati rispetto agli ingegneri. Non inaspettatamente si osserva quindi la tendenza ad allontanarsi da un’impostazione ingegneristica (analisi e sintesi, ampio spettro di temi ed obiettivi) preferendo l’impostazione “scientifica” (analisi, approccio specialistico) che garantisce mediamente indici più alti. A mio parere questa è una deriva negativa per il nostro settore per le sue ricadute metodologiche e culturali.
Va scoraggiata l’idea che abbia senso presentare domanda di abilitazione nel nostro settore perché si superano delle soglie numeriche confidando in un numero di lavori talmente elevato da frustrare lo sforzo di qualunque commissione e nell’anonimato di una selezione in cui non è previsto il dialogo diretto tra candidato e valutatori. Credo che questa deriva possa essere arginata solo mediante una valutazione continua e collegiale della fondatezza delle aspirazioni e dell’impegno nel lavoro di ricerca.
Di fatto, il profilo scientifico e tecnico di tutti noi è sempre sotto valutazione, naturalmente se accettiamo il confronto con i colleghi partecipando assiduamente, in prima persona, agli incontri di settore e offrendosi per attività di responsabilità e servizio per il settore. Mi piace immaginare che in futuro, al di là delle impostazioni ministeriali, i colleghi del settore interessati all’abilitazione per  uno specifico ruolo presentino il proprio profilo scientifico e i risultati raggiunti nell’ambito di un intervento/lezione, rispondendo a domande in contraddittorio e ricevendo l’abilitazione in base ad un parere collegiale.  

2 - Quali discipline?
Il nostro settore ha la missione di formare tecnici addetti alla progettazione e sviluppo di prodotti industriali. Se guardiamo alle attività con cui si sviluppano i prodotti ci rendiamo conto che esse formano un continuum. L’attività industriale è basata sul lavoro di gruppo con l’alternanza tra fasi di analisi e approfondimento che richiedono competenze specifiche e fasi di coordinamento e sintesi per valutare la coerenza e integrare i vari contributi. Individuare confini tecnici riconducibili a specifici SSD è difficile, anzi sono queste esperienze collaborative che portano alla crescita professionale e a maggiori responsabilità.
Nel contesto dinamico dell’evoluzione tecnologica il filo comune della disciplina va ricercata nell’angolatura del punto di vista e nello sviluppo e nell’applicazione di metodologie di lavoro piuttosto che nella specificità definita a priori e nell’esclusività dell’argomento di studio. Sempre nuovi temi, messi in luce dall’evoluzione tecnologica e dalle necessità industriali possono diventare argomenti di crescita comune, se nel loro studio si applicano principi e metodi condivisi dal settore o se nuovi metodi di studio dimostrano la loro utilità.
I temi classici non vanno però trascurati, o addirittura dimenticati, in quanto rimangono centrali nelle attività industriali e il loro studio e una didattica di qualità garantiscono il peso specifico culturale del settore.

3 - Rapporti con gli altri SSD: concorrenza o collaborazione?
Nell’attuale contesto accademico la concorrenza tra SSD è molto più forte delle spinte alla collaborazione. In troppe sedi la preminenza e le possibilità di crescita sono poste in alternativa: a volte tra SSD della meccanica fredda, a volte tra SSD della meccanica fredda e della meccanica calda, a volte ancora tra meccanica e l’informazione o il gestionale etc.
Nell’ipotesi che a guidare l’allocazione delle risorse sia il bene reale di un Dipartimento (e purtroppo sappiamo che molte volte non è così) la differenza tra gli abilitati la farà la qualità complessiva della persona e l’impegno al servizio alla struttura. In questa logica concorrenziale il nostro settore deve selezionare e promuovere:
• Persone di elevata caratura scientifica e tecnica, ma anche aperte al dialogo interdisciplinare e curiose rispetto a nuovi temi di studio.
• Persone disposte a mettersi in discussione nell’interazione e scambio col mondo industriale (indipendentemente dai ritorni economici) perché la nostra attività ha senso se coerente con il mondo produttivo.
• Persone che si dedicano in modo innovativo ed efficace alla crescita degli studenti impegnandosi seriamente nella didattica e dando prova di competenza e disponibilità.
• Persone veramente aperte al dialogo e alla collaborazione internazionale.
• Persone che capiscono l’importante e gratificante ruolo di servizio dell’accademia nei confronti della società impegnandosi eticamente e senza ricercare scorciatoie.
Sono richieste eccessive?  No, sono convinto che in realtà molti colleghi siano ben posizionati rispetto a tutte queste caratteristiche. L’importante è che l’intero nostro settore ci creda fermamente ed operi coerentemente.

4 - Quale ruolo per la Società Scientifica?
In passato la competizione per gli avanzamenti di carriera correva all’interno dei singoli SSD (pochi posti etichettati rispetto al numero di concorrenti, sedi forti e sedi deboli ecc.). Ora la competizione è all’interno dei dipartimenti tra il nostro e gli altri settori. Alla nostra società scientifica nel suo complesso, ma anche a noi individualmente, spettano i seguenti compiti:
• sviluppare la passione per lavori ben impostati e coerenti con i nostri temi,
• promuovere il senso di appartenenza e partecipazione mediante il riconoscimento dell’impegno e della qualità,
• stimolare le collaborazioni scientifiche e didattiche intersede
• diffondere, valorizzandoli, i successi del nostro settore,
• attivare sempre nuove iniziative di aggiornamento ed espansione dei nostri ambiti di intervento
• supportare i nostri colleghi nelle sedi difficili.
Così la nostra Società Scientifica può contribuire in modo importante alla crescita di colleghi di prim’ordine in grado di affermarsi nei propri dipartimenti.

Gianni Nicoletto
gianni.nicoletto@unipr.it




SCIENZIATI O INGEGNERI? QUALI DISCIPLINE PER IL FUTURO DELL'SSD?

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Lettera del Prof. Leonardo Bertini sul futuro del settore scientifico disciplinare ING-IND/14.

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